Scultura in bronzo guerriero San Mario – Mario Ceconi di Montececon

2.500,00

Descrizione

Scultura in bronzo realizzata da Mario Ceconi di Montececon raffigurante un guerriero romano. Alla base troneggia la scritta San Mario, mentre su un lato è presente la firma dell’artista.

Stato

Ottime condizioni: leggeri segni del tempo e di usura.

 

I colori sono il più possibile rispondenti alla realtà, ma la resa cromatica è fortemente dipendente dalla luce con cui sono state effettuate le foto e dalle calibrazioni colorimetriche dei singoli schermi.

Disponibile

Descrizione

Informazioni sull’artista

Mario Ceconi di Montececon (Trieste, 1893 – Milano, 1980) è stato uno scultore italiano. Era figlio del conte Giacomo Ceconi un imprenditore edile di Pielungo (frazione di Vito d’Asio, all’epoca in provincia di Udine) e della sua quarta moglie Giuseppina Novak. Le 4 statue di Alfonso Canciani, sulla facciata del maniero neogotico Ceconi, a Pielungo, sono le prime sculture che egli abbia ammirato. Rappresentano Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.

Dopo la morte del padre, nel 1910, Mario Ceconi abbandonò gli studi liceali e si trasferì a Venezia, dove divenne amico di Arturo Martini e si dedicò alla pittura, sotto la guida del pittore triestino Pietro Fragiacomo. Iniziò a scolpire, ma come autodidatta. Il suo esordio è del 1911, a una mostra veneziana alla galleria Ca’ Pesaro. Nel 1912 espose a Firenze e al Salon d’Automne di Parigi. Seguirono mostre a Gand, a Udine, a Monaco di Baviera. Partecipò alle prime tre esposizioni della Secessione Romana (in quella del 1915 fece conoscere la Maschera del Padre, una scultura di forte espressività). A Roma presentò la prima personale, con 17 opere scultoree, di cui alcune, come L’Uomo-Dio e Visione della monaca morta, anche nel titolo evidenziavano la derivazione simbolista.

Si ispirava nei primi tempi alla scultura tardo ottocentesca, ad Auguste Rodin e a Medardo Rosso; recuperò poi la grande tradizione della scultura rinascimentale, in particolare Donatello, e il respiro più misurato della classicità. Negli anni ’40, in particolare nelle figure a soggetto mitologico, derivò da Arturo Martini un vitalismo a carattere espressionista. Nel 1934 scolpì il busto, ora in piazza Patriarcato a Udine, dello statista e giurista friulano Giuseppe Girardini.

Nel 1967 era presente a Firenze, alla mostra Arte moderna in Italia, curata da Carlo Ludovico Ragghianti. Sue opere sono conservate alle Gallerie d’Arte Moderna di Udine, di Milano e di Monaco di Baviera, a Palazzo Pitti a Firenze, al Museo civico d’arte di Pordenone e al Museo Revoltella Trieste.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 52 × 26 × 84 cm

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